23/09/2019

È da più di un secolo ormai che lo spritz è sinonimo di aperitivo all'italiana. Nel corso del tempo, tuttavia, sono nate numerose varianti, alcune delle quali sono diventate a loro volta un patrimonio della tradizione tricolore. Oggi per la precisione vogliamo parlare di una delle varietà più diffuse e amate: lo spritz Campari. Un classico intramontabile che molti apprezzano, ma che non tutti possono dire di conoscere per davvero.
Partiamo da qualche cenno storico: secondo la leggenda, che tanto leggenda poi non è, lo spritz nasce nel corso della Prima Guerra Mondiale. A brevettarlo, se così si può dire, sono i soldati austriaci impegnati sul fronte italiano. Poco avvezzi all'alcolicità elevata dei vini italiani, i militari andavano ad allungare questi ultimi con dell'acqua frizzante. La radice stessa del termine spritz, il tedesco “spritzen”, significa letteralmente spruzzare. Da allora, con spritz si intende un drink composto da una parte di vino e da una parte “allungata” nei più disparati modi, tra cui per l'appunto il Campari rappresenta uno dei più classici – quasi uno “standard”.
Fin qui la storia. Poi si entra in un altro campo, ancora più complesso: quello della composizione. Come si crea uno spritz Campari a regola d'arte? Ogni barman ha probabilmente la sua personale ricetta e il suo tocco magico, ma noi per non sbagliare ci affidiamo alla ricetta che troviamo proprio sul sito della Campari: partiamo da ingredienti e dosi, ovvero due parti di Campari, una parte di soda e tre parti di Prosecco Cinzano Doc. Passiamo alla preparazione: l'azienda italiana suggerisce di versare in un calice da vino prima il Prosecco, poi il Campari per andare a completare con uno splash di soda. Infine, guarnire con una fetta di soda. Lo spritz che ne deriva è un alcolico dalla tinta rosso rubino e dal gusto forte e deciso, perfetto per ogni tipo di aperitivo. In quanto alla gradazione, solitamente utilizzando queste dosi si aggira attorno agli 8°, dunque non particolarmente elevata (soprattutto in confronto con altri drink considerati da aperitivo).
Sul sito di Bevande a Domicilio trovi l'intero kit per la preparazione dello spritz Campari.
Di solito, quando si parla di spritz, l'alternativa è data dalla presenza del Campari o dell'Aperol. Quali sono le differenze tra le due versioni? La risposta è, se vogliamo, piuttosto semplice: l'impiego di due prodotti differenti, con caratteristiche e gusto ovviamente diversi. Entrando più nello specifico, lo spritz Aperol viene considerato la variante veneta, essendo nato a Venezia, mentre lo spritz Campari è milanese, perché qui ha sede l'omonima azienda e qui è nata la diffusissima variante. Si tratta, dunque, di una questione di gusto: ognuno di noi può preferire l'una o l'altra versione. Nella fattispecie, lo spritz Aperol viene creato con una base di 6 cl di Prosecco, 4 cl di Aperol e la classica spruzzata di soda. La caratteristica dell'Aperol consiste nel suo inconfondibile sapore, derivante da una infusione in alcol di erbe, radici e arancia.
Con oltre un secolo di storia alle spalle, lo spritz Campari rappresenta uno degli aperitivi più amati in Italia e nel mondo. Un successo destinato a durare, una generazione dopo l'altra.